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Sei convinto che il 99% delle volte che muori sia colpa del lag, del ping, del pc, di tua madre, di Dio, dei comunisti, dello Stato... perché per una buona volta non ammetti di essere tu a fare schifo?
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Tanti auguri Resident Evil, ti amo. Oggi compi 30 anni, e io ti seguo da 29, dal 1997, per PC... ti amo e mi preoccupi.

Ecco, vediamo questo Resident Evil 9, Requiem, come una sorta di regalo di compleanno che la stessa Capcom fa alla sua serie principale. Perché se dobbiamo vederlo come "futuro della serie che avanza", beh, direi che Capcom è piuttosto confusa.

Il percorso che la saga ha intrapreso negli ultimi anni è confusionario. Il passaggio alla prospettiva in prima persona e l’enfasi su un tipo di horror reattivo, alla "Amnesia", adatto agli streamers, introdotto con Resident Evil 7, ha segnato una nuova direzione per la serie principale: un percorso che Resident Evil 8 ha poi proseguito qualche anno dopo.

Quando, lo scorso anno, sono arrivati i primi annunci su Resident Evil Requiem, ho capito che la serie avesse ricevuto un nuovo reset dopo il 7/8. Personalmente apprezzai.
Non solo: i primi gameplay mostrati lasciavano intendere un ritorno alla visuale in terza persona come opzione, con alcuni elementi più vicini al vero survival horror, come risorse molto limitate e poche possibilità di difendersi. C’era anche un alone di mistero intrigante attorno alle immagini diffuse e al modo in cui Grace si inseriva nel più ampio universo di Resident Evil. Sembrava che Resident Evil Requiem potesse rappresentare un ritorno alle origini e, allo stesso tempo, un passo avanti per la serie che avevo amato per tanti anni, ma che secondo me era stata deviata dalla sua strada nelle recenti evoluzioni.

Pochi mesi dopo, però, dopo aver negato pubblicamente all'inizio la cosa, gli sviluppatori hanno rivelato che Grace non sarebbe stata l’unica protagonista di Resident Evil Requiem: una parte significativa del gioco sarebbe stata infatti dedicata a Leon S. Kennedy, alla sua undicesima apparizione nella serie.

Da quel momento, è stato per me interessante vedere più Capcom cosa facesse per publicizzare il gioco, che il gioco in sé. Il marketing è stato dei più strani e confusi quasi da far impallidire gli skateboard Konami prima dell'annuncio di SH2 Remake: auto sportive, orologi, attrezzi per il fitness. Sembrava facessero di tutto per stare in prima pagina nei notiziari di tutto il mondo, come se l'obiettivo fosse parlare della serie che "sta per fare 30 anni" che di Requiem in sé...

Fin dall’inizio, Requiem alterna continuamente le sezioni dedicate a Grace e quelle dedicate a Leon, creando un’esperienza che oscilla bruscamente tra due anime opposte. Le parti di Grace si aprono con una lunga esplorazione narrativa dell’hotel legato alla morte della madre, per poi spostarsi all’ospedale dove si risveglia indifesa e braccata da un enorme mostro. Qui emergono le meccaniche stealth, la scarsità di risorse e l’atmosfera da survival horror classico, con enigmi, corridoi da esplorare e la necessità di restare nascosti. Queste sezioni risultano inizialmente fresche e coinvolgenti, ma più avanti vengono appesantite dalla presenza costante di una creatura stalker che compare quasi ovunque, riducendo drasticamente la possibilità di usare la furtività e rendendo l’esperienza più frustrante.

Leon, al contrario, porta con sé un tono completamente diverso: appena entra in scena, il gioco si trasforma in un action spettacolare, con orde di zombie abbattuti a colpi di armi pesanti, mosse acrobatiche e battute da film d’azione. Ogni passaggio tra i due personaggi crea un salto tonale netto, quasi violento, che spezza il ritmo e rende l’esperienza disomogenea. Più avanti anche Leon ottiene sezioni stealth grazie a un’accetta riutilizzabile, ma resta comunque protagonista di sequenze molto più lineari e scriptate. Dopo numerosi cambi di prospettiva, a metà gioco la storia si concentra quasi del tutto su di lui, mentre Grace scompare dalla scena per motivazioni narrative poco convincenti.

La narrativa, già fragile nelle prime ore, continua a procedere come un insieme di eventi poco coerenti e privi di peso, lasciando una sensazione di vuoto e offrendo pochissime motivazioni per affezionarsi ai personaggi o al mondo che il gioco tenta di costruire. I numerosi retcon inseriti in modo goffo danno l’impressione di un gioco dalla trama scritta perché andava scritta per forza e non particolarmente desiderata da Capcom, mentre la caratterizzazione dei protagonisti non riesce a compensare queste mancanze: Grace è doppiata con un tono fragile e caricaturale, pieno di balbettii e reazioni esagerate che risultano artificiali, mentre Leon sembra diventato una parodia di sé stesso, con battute sopra le righe e un tono nostalgico così marcato da risultare spesso imbarazzante.

Quando Leon prende il controllo della scena nella seconda metà del gioco, il gameplay rimane piacevole grazie a un’ampia area esplorabile nelle rovine di Raccoon City, con missioni secondarie e un sistema da “mercante” che gli permette di potenziarsi uccidendo nemici. Tuttavia, è proprio qui che il gioco scivola pesantemente nel fan service più sfacciato: riferimenti, citazioni ed Easter egg dai vecchi capitoli compaiono ovunque, ma in modo così forzato e poco naturale da sembrare più un collage di momenti iconici che un omaggio sincero alla storia della serie. Flashback e sezioni con personaggi secondari risultano spesso troppo lunghe e poco rilevanti, mentre la trama continua a riproporre situazioni prevedibili, jump scare telefonati e scene guidate che richiedono solo di tenere premuto un tasto, rallentando il ritmo e riducendo l’impatto emotivo. Persino Leon, a un certo punto, fa battute sulla prevedibilità degli eventi, lasciando il dubbio che il gioco stia prendendo in giro sé stesso o che proprio Capcom non sapesse cosa scrivere.

Questa sensazione di “greatest hits” non riguarda solo la storia, ma invade anche il level design e la struttura generale, dando l’impressione che Requiem non abbia nulla di nuovo da offrire e che si limiti a riproporre elementi già visti senza una vera direzione creativa.
Il finale peggiora ulteriormente la situazione: il gioco propone due conclusioni diverse basate su una scelta, ma una delle due è chiaramente “sbagliata”, tronca e priva di spiegazioni, tagliando bruscamente ai titoli di coda senza epilogo. Una chiusura frettolosa e insoddisfacente che sembra più un ripensamento che una decisione narrativa ponderata, e che lascia un retrogusto amaro per una delle saghe più longeve dell’horror videoludico.

Nonostante il ritorno alla visuale in terza persona, Requiem risulta sorprendentemente sottotono, quasi appoggiato sull’eredità dei capitoli precedenti senza riuscire a costruire qualcosa di davvero solido.

Per la prima volta in un titolo della serie con visuale classica, non emerge alcun desiderio di ricominciare subito una seconda partita: il gioco appare gonfio, poco incisivo e privo di quella soddisfazione che storicamente accompagnava ogni capitolo. La durata complessiva si aggira tra le 10 e le 14 ore, ma la rigiocabilità è quasi nulla, almeno per ora (siamo in attesa di modalità extra annunciate la settimana scorsa da Capcom).
Dal punto di vista tecnico, controlli e prestazioni sono solidi.
Pur risultando più divertente da giocare rispetto a RE7 e RE8, Requiem rimane lontano dalla qualità degli altri capitoli della serie. È un titolo che appare pigro, poco ispirato e troppo concentrato sullo spettacolo, pur mantenendo un gameplay piacevole.
Ne deriva un gioco in crisi d’identità, che probabilmente verrà apprezzato soprattutto da chi cerca un horror immediato e reattivo, ma che difficilmente riuscirà a convincere chi sperava in un ritorno alla profondità e alla coerenza dei capitoli migliori.
Ecco, Capcom da ormai 10 anni, utilizza questa serie in due direzioni: la direzione dei remake, dove sforna tutte meraviglie (il 3 remake è semplicemente breve e scarso remake, ma ottimo gioco) e la direzione main, confusa e a tentativi. Cosa aspettarci ora?

7/10
Artwork Showcase
The Orange Box is now 15 years old.
415 53 7
Screenshot Showcase
SILENT HILL 2
5 1
Favorite Game
66
Hours played
43
Achievements
Favorite Guide
Created by - Yaya, Aublak, and Nonamed
1,812 ratings
A list of some of the best single-player/Co-Op mods for Half-Life 1
Featured Artwork Showcase
My little Blood collection!
287 59 6
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2
1
31
28
26
217
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ʟᴏʀᴇꜱᴄʜɪʟʟᴀ 6 Mar @ 10:18am 
I'm not addicted to gaming, I'm committed to it.
Enjoy your weekend :LoveTalia:
abercrombie87 10 Feb @ 7:50pm 
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The only thing better than a good game is a good PC game. Enjoy your weekend :LoveTalia:
robinrescues 5 Jan @ 6:07pm 
Happy Birthday! :gin_gift: :CB1:
Chaoslock 5 Jan @ 3:36pm 
:Gifted: Have a smashing Birthday, Marco! :milliehurray::cleancake:
tess_erzsebet 5 Jan @ 2:42pm 
Happy Birthday, Marco! :cupcake: Hope you've had a great day!!