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    <title>comunismo nel mondo RSS Feed</title>
    <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer]]></link>
    <description><![CDATA[Events and Announcements for comunismo nel mondo]]></description>
    <language>en-us</language>
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      <title>Movimento del '77 pt4</title>
      <description>La fine del movimento. Il riflusso[modifica]Verso la fine degli anni settanta il movimento aveva esaurito la fase iniziale di rivolta spontanea. Il rapimento Moro aveva spinto molti aderenti dei gruppi della sinistra extraparlamentare a seguire quanto contenuto nel motto suggerito anche dal quotidiano Lotta continua (&amp;quot;né con lo Stato né con le brigate rosse&amp;quot;). Diversi furono i giovani che si avviarono verso la lotta armata, che favorirono la recrudescenza del terrorismo, mentre altri ripiegarono nei partiti parlamentari o nel disimpegno. Altri ancora disillusi e nello sconforto aspiravano al misticismo, alle filosofie orientali ed al ritiro in comunità per uno stile di vita alternativo. Il resto del movimento, così come era inteso dalla fine degli anni sessanta, scomparve del tutto lasciando una sola organizzazione, Democrazia Proletaria, che, dopo la scelta parlamentare, si schierò alla sinistra del PCI divenendo un punto di riferimento per parte dei giovani impegnati negli anni Ottanta. I vari leader e personaggi noti, reduci dei primi anni dell'esperienza del Sessantotto, come l'ultimo direttore del giornale Lotta Continua, scelsero l'impegno ambientale, raggruppandosi attorno al nascente movimento verde italiano. Altri entrarono a far parte dei vecchi partiti (soprattutto il PSI) e si dedicarono a seguire le loro carriere, in pratica alimentando il nascente fenomeno degli yuppies, giovani individualisti che inseguivano, negli anni Ottanta, il successo ed il profitto, nel contesto di uno stile di vita edonista e modaiolo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Dal '77 si svilupparono le nuove realtà giovanili di lotta politica nate attorno a quelli che negli anni successivi sarebbero diventati i Centri sociali, luoghi di aggregazione politico-sociale nata nel solco delle esperienze dei circoli del proletariato giovanile della seconda metà degli anni '70.&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721525089]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 18:11:23 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721525089</guid>
    </item>
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      <title>movimento del 77</title>
      <description>La condanna sfociò, nel luglio 1977, in un Manifesto contro la repressione firmato da 28 intellettuali fra i quali, oltre a Sartre e Simone de Beauvoir, i filosofi Michel Foucault, Roland Barthes , Philippe Sollers, Gilles Deleuze e Felix Guattari. Quest’ultimi erano stati gli autori del saggio Anti-Edipo che era diventato uno dei punti di riferimento culturali del Movimento del ’77.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Anche Torino fu teatro di scontri sanguinosi e attentati. Il 1 ottobre 1977, al termine di un corteo partito con l'assalto alla sede del Movimento Sociale Italiano, un gruppo di militanti di Lotta Continua raggiunse un bar del centro cittadino, L'Angelo Azzurro di via Po 46, frequentato da giovani di destra. In seguito al lancio di due bombe molotov morì bruciato vivo Roberto Crescenzio, uno studente del tutto estraneo agli schieramenti politici. L'omicidio, i cui responsabili materiali non furono mai individuati, fu definito da un altro leader di Lotta Continua, Silvio Viale, un &amp;quot;tragico incidente&amp;quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Poliziotto in borghese armato duranti gli scontri che portarono alla morte di Giorgiana MasiUn'altra vittima innocente degli scontri di piazza di quell'anno è Giorgiana Masi, uccisa a Roma da un colpo di pistola durante una manifestazione organizzata dal Partito Radicale per celebrare i tre anni dalla vittoria del referendum sul divorzio. Per quanto i responsabili dell'omicidio siano rimasti ignoti, il movimento attribuì la responsabilità del delitto ad agenti di polizia in borghese, che vennero immortalati in quell'occasione vestiti con abbigliamento riconducibile allo stile dei giovani extraparlamentari.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Uno degli ultimi eventi del Movimento del ’77 fu il Convegno contro la repressione svoltosi a Bologna tra il 23 e il 25 settembre 1977.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Al convegno parteciparono 70.000 persone secondo i dati ufficiali, più di 100.000 per gli organizzatori, che invasero in maniera pacifica la città per tre giorni. Mentre si formarono dei gruppi di lavoro in varie sedi come i locali dell’università, ma anche cinema e lo stesso palazzo comunale, la città si trasformò in un palcoscenico per iniziative spontanee a cui parteciparono gruppi teatrali e musicali che vide la presenza di importanti figure della cultura italiana come quella di Dario Fo e Franca Rame.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Al Palazzetto dello sport si riunì una grande assemblea che avrebbe dovuto stigmatizzare nuove direttive per il movimento e il confronto fra le sue varie anime. L’assemblea fu però egemonizzata dai militanti autonomi che si scontrarono con l’ala del movimento più propensa ad una lotta sui temi della controcultura piuttosto che agli scontri con lo stato che si stava radicalizzando sul territorio e stava diventando sempre più violento. L’assemblea diventò di fatto l’ultimo atto ufficiale del movimento.&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721431598]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 18:10:34 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721431598</guid>
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      <title>Movimento del '77 pt3</title>
      <description>Nel 1977, l'ala creativa e pacifica del movimento e l'Autonomia Operaia che invece propugnava la lotta armata in piazza, consumarono la rottura definitiva col PCI contestando duramente la politica del compromesso storico e l'abbandono da parte del Partito Comunista Italiano dell'opposizione di classe al potere borghese.&lt;br&gt;La rottura col PCI si manifestò in maniera palese il 17 febbraio 1977, durante un comizio del segretario della CGIL Luciano Lama svoltosi dentro l'università di Roma, in quel momento occupata dagli studenti. Durante il comizio la contestazione dell'ala creativa e degli studenti dell'Autonomia si trasformò in scontro aperto con il servizio d'ordine del sindacato. Gli scontri per violenza e intensità causarono lo scioglimento anticipato del comizio e l'abbandono della città universitaria da parte del segretario e della delegazione della CGIL. L'evento diverrà famoso e ricordato come &amp;quot;La cacciata di Lama&amp;quot; dall'università La Sapienza. Lo stesso giorno in conseguenza di quell'episodio il rettore dell'Università la Sapienza di Roma Antonio Ruberti consegnò la città universitaria alla polizia.La città di Bologna in quell'anno fu teatro di violentissimi scontri di piazza. In particolare l'11 marzo viene ucciso con un colpo di pistola alle spalle (probabilmente sparato da un carabiniere) un militante di Lotta Continua, Francesco Lorusso, durante le cariche per disperdere un gruppo di autonomi che avevano organizzato una contestazione dell'assemblea di Comunione e Liberazione che si teneva quella mattina all'università. Questo evento fece da detonatore per una lunga serie di scontri con le forze dell'ordine che interessarono per due giorni l'intera città di Bologna. Il ministro degli interni Francesco Cossiga per reprimere le azioni di guerriglia inviò i mezzi blindati nella zona universitaria e in altri punti caldi della città.[2]&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il fatto provocò la condanna da parte di alcuni esponenti dell'intellighenzia francese, fra i quali lo scrittore Jean-Paul Sartre, che in una sua intervista al quotidiano Lotta Continua dichiarò:&lt;br&gt;&lt;br&gt; « …non posso accettare che un giovane militante sia assassinato per le strade di una città governata dal partito comunista… » &lt;br&gt; (Lotta Continua, Libertà e potere non vanno in coppia, 9 settembre 1977) &lt;br&gt;&lt;br&gt; Gli scontri di piazza[modifica]</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721353617]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 18:09:53 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721353617</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Movimento del '77 pt 1</title>
      <description>La cultura alternativa passava anche attraverso le radio libere, nate dopo la liberalizzazione delle trasmissioni nel 1976, che ebbero una discreta diffusione in tutto il territorio nazionale. A livello internazionale c'è da rimarcare che proprio nel '77 arrivò la &amp;quot;prima ondata&amp;quot; di subcultura punk chiamata &amp;quot;Punk 77&amp;quot;, relativo in particolare alla scena britannica (British Punk) e statunitense (American Punk). Nacque in questo contesto un movimento complesso, libertario e creativo, dove non c'erano leader e dove il coinvolgimento e la responsabilità erano strettamente personali anche se un ruolo portante nelle lotte continuavano a svolgerlo gli ambienti militanti dell'ormai sciolta Lotta Continua e soprattutto dell'area dell'Autonomia.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Le azioni politiche[modifica]Alcune delle pratiche di lotta che caratterizzarono il movimento si erano formalizzate nel corso degli anni '70 e tendevano a proporre un modello d'azione diretta dove il cambiamento doveva avvenire subito, con la riappropriazione di beni e spazi rivendicati come diritto. Occupazioni di case sfitte e/o abbandonate, espropri proletari, autoriduzione delle bollette e dei servizi in genere (dal cinema agli esercizi di ristorazione) divennero le pratiche tipiche del movimento, a cui rimasero affiancate le azioni distintive della sinistra extraparlamentare come l'antifascismo militante.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il movimento del '77 coinvolse i settori emarginati della società che erano costituiti, nelle grandi città, da vasti strati della popolazione delle periferie degradate e che vivevano la loro condizione sottoproletaria ai margini della società e della politica nazionale. A questa condizione di emarginazione si aggiunse la circolazione e la diffusione dell'eroina, che il movimento si impegnò a contrastare con campagne di informazione e di lotta allo spaccio.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La rottura con la sinistra istituzionale[modifica] Pupazzo dedicato a Lama innalzato dagli studenti, prima dell'inizio del comizio. « Il padrone disperato / ha chiamato il sindacato: / &amp;quot;Lama mio salvami tu, / così non se ne può più&amp;quot; / E con gran pubblicità / va nell'università. / Di preciso il diciassette / del febbraio '77 / sopra un palco da cantante / il progetto delirante: / &amp;quot;Il lavoro benedici / viva viva i sacrifici&amp;quot; » &lt;br&gt; (Murale all'Università di Bologna (da Zut, febbraio 1977) &lt;br&gt;&lt;br&gt;Nel 1977, l'ala creativa e pacifica del movimento e l'Autonomia Operaia che invece propugnava la lotta armata in piazza, consumarono la rottura definitiva col PCI contestando duramente la politica del compromesso storico e l'abbandono da parte del Partito Comunista Italiano dell'opposizione di classe al potere borghese.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La rottura col PCI si manifestò in maniera palese il 17 febbraio 1977, durante un comizio del segretario della CGIL Luciano Lama svoltosi dentro l'università di Roma, in quel momento occupata dagli studenti. Durante il comizio la contestazione dell'ala creativa e degli studenti dell'Autonomia si trasformò in scontro aperto con il servizio d'ordine del sindacato. Gli scontri per violenza e intensità causarono lo scioglimento anticipato del comizio e l'abbandono della città universitaria da parte del segretario e della delegazione della CGIL. L'evento diverrà famoso e ricordato come &amp;quot;La cacciata di Lama&amp;quot; dall'università La Sapienza. Lo stesso giorno in conseguenza di quell'episodio il rettore dell'Università la Sapienza di Roma Antonio Ruberti consegnò la città universitaria alla polizia&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029721124556]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 18:07:50 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
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      <title>Movimento del '77</title>
      <description>Il movimento del '77 è stato un movimento spontaneo nato nel 1977. Nato principalmente nell'area dei gruppi della sinistra extraparlamentare; fu del tutto nuovo sia a livello di forma che di sostanza rispetto ai precedenti movimenti studenteschi, come quello del Sessantotto; esso infatti fu caratterizzato dalla dichiarata contestazione al sistema dei partiti e dei sindacati, ma anche dei movimenti politici come erano stati fino ad allora e soprattutto dalla proposta di tematiche fino ad allora inedite.[1]&lt;br&gt;&lt;br&gt;movimento nacque in concomitanza della crisi delle organizzazioni extraparlamentari che avevano condotto ed egemonizzato le lotte sociali negli anni successivi al sessantotto e con l'avvento di quella che fu definita Università di massa. In conseguenza della fine della scuola classista, entrata definitivamente in crisi con il sessantotto e con la legge sul diritto allo studio del 1969, le università non erano più frequentate quasi esclusivamente da studenti provenienti dai ceti più benestanti ma anche in larga parte da giovani provenienti dal proletariato.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Manifestazione femministaDopo circa un decennio di contestazioni nella scuola e nella società, il rigore rivoluzionario dei vecchi gruppi appariva inadeguato e superato. Infatti la contestazione fu rivolta anche alla pratica politica delle stesse organizzazioni da cui gli aderenti al movimento provenivano. Inoltre il movimento femminista, che dai primi anni '70 aveva avuto una crescita molto forte, era presente nel movimento con le sue istanze di liberazione dall'oppressione sessista maschile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Altro aspetto importante fu l'azione politica del partito radicale di Marco Pannella che, dopo la vittoria nel 1974 del Referendum per il divorzio, aveva ingrossato notevolmente le file e aveva concentrato il suo impegno sulla difesa dei diritti umani, dei diritti civili, per il pacifismo e la non violenza. Le istanze inoltre erano molteplici dalla lotta contro l'autoritarismo e la repressione, a quelle del movimento di liberazione omosessuale e l'antiproibizionismo. Inoltre bisogna ricordare che in quell'epoca vi era la diffusione della cultura underground e di giornali dedidacati alla controcultura e alla controinformazione, come la rivista Re Nudo fondata nel 1969 a Milano da un gruppo di hippies. Questi con la rivista nel 1975 e nel 1976, in un certo qual modo ricalcando il grande raduno di Woodstock, avevano organizzato due grandi raduni pop (Festival del proletariato giovanile) al Parco Lambro a Milano.&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029720913429]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 18:06:00 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029720913429</guid>
    </item>
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      <title>Movimento Studentesco pt3</title>
      <description>Avvenimenti particolari[modifica] Manifestazione dopo la morte di Roberto Franceschi a MilanoIl 1º febbraio 1972 ci fu una grande manifestazione del Movimento Studentesco a Milano. Mario Capanna tenne un forte comizio conclusivo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 23 gennaio 1973 davanti all'Università &amp;quot;Bocconi&amp;quot; di Milano, durante scontri tra forze dell'ordine e giovani della sinistra extraparlamentare, viene ferito gravemente con un colpo d'arma da fuoco il ventunenne Roberto Franceschi, militante del Movimento Studentesco; Franceschi morirà il 30 gennaio. Oggi c'è un monumento che ricorda Franceschi sul luogo nel quale è caduto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 5 febbraio 1973 tre esponenti del movimento Studentesco, Mario Capanna, Fabio Guzzini e Giuseppe Liverani, vengono arrestati per aver aggredito, il precedente 25 gennaio, Giuseppe Schiavinato, l'allora rettore dell'Università Statale di Milano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 16 aprile 1975 viene ucciso a Piazza Cavour a Milano Claudio Varalli (17 anni)[1], militante del Movimento Studentesco, dal neofascista Antonio Braggion. Nei giorni successivi la repressione delle manifestazioni di protesta porteranno all'uccisione di altri giovani della sinistra extraparlamentare: il 17 aprile a Milano Giannino Zibecchi, docente di educazione fisica e militante del Comitato Antifascista del Ticinese, verrà schiacciato da un camion dei carabinieri; il 18 aprile, a Firenze, un agente in borghese ucciderà, con un colpo di rivoltella, un militante del PCI, Rodolfo Boschi.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Il servizio d'ordine[modifica]Il Movimento disponeva di un forte servizio d'ordine, assai ben organizzato, i cui membri erano chiamati katanga o &amp;quot;katanghesi&amp;quot; ( dal nome della provincia secessionista congolese dei primi anni '60 ). Il servizio d'ordine aveva il compito di far rispettare ai cortei i limiti di percorso imposti dalla Questura o dalla Prefettura e di sorvegliare lo svolgersi delle manifestazioni, bloccando sul nascere eventuali azioni violente di qualche esagitato o difendendo i partecipanti ai cortei da aggressioni esterne. Frequenti erano gli scontri con gruppi di estrema destra, ma non mancarono occasioni di confronto fisico anche con forze di polizia o con altri gruppi dell'estrema sinistra. Ripetuti gli scontri con i militanti di Avanguardia Operaia.&lt;br&gt;&lt;br&gt; Esponenti[modifica]Esponenti del Movimento Studentesco furono:&lt;br&gt;&lt;br&gt;Mario Capanna &lt;br&gt;Luca Cafiero &lt;br&gt;Sergio Cofferati &lt;br&gt;Alfonso Gianni &lt;br&gt;Fabio Guzzini &lt;br&gt;Giuseppe Liverani &lt;br&gt;Guido Malacrida &lt;br&gt;Mario Martucci &lt;br&gt;Rodolfo Mozilla detto &amp;quot;Rudi&amp;quot; &lt;br&gt;Pierluigi Mutti &lt;br&gt;Gino Strada &lt;br&gt;Giuseppe Saracino conosciuto anche come &amp;quot;Popi&amp;quot; &lt;br&gt;Salvatore Toscano &lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029719526565]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 17:53:55 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029719526565</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Movimento Studentesco pt1</title>
      <description>L'uscita dall'ambito universitario verso la società[modifica]Nei giorni 10-11 marzo 1968 il Movimento Studentesco tenne un dibattito all'Università statale di Milano. Ne conseguì la decisione di uscire dall'ambito studentesco per aprirsi ai problemi della società, in particolare del mondo del lavoro. Mantenne tuttavia una autonomia rispetto agli operai, ritenendo il proprio ruolo vicino ma esterno alla classe operaia, da influenzare senza esserne assorbiti.&lt;br&gt; Le divergenze interne[modifica]Il 15 gennaio 1971 il Movimento Studentesco tenne una assemblea presso l'aula magna della Università statale di Milano. Si presentarono due tesi in contrasto, una da parte di Mario Capanna, sostenuta da Salvatore Toscano, di tendenze riformiste ma legate al movimento operaio, e una da parte di Giuseppe Saracino, rappresentante dell'area liberal del movimento. L'assemblea terminò con una frattura tra le due tendenze. Il gruppo facente capo a Giuseppe Saracino presentò in realtà una mozione di astensione (mozione pepe) ispirata al pensiero di Rudi Dutschke e alla sua lunga marcia nelle istituzioni; la votazione si concluse con 445 astenuti, 220 favore e 1 contro.&lt;br&gt;Nel febbraio 1974, in seguito a una discussione, in parte riguardante la figura di Giuseppe Stalin, Capanna, Fabio Guzzini e Giuseppe Liverani si dimisero dal gruppo dirigente, accelerando un processo di crisi. Alla guida del movimento rimasero Cafiero e Toscano.Il 1º febbraio 1972 ci fu una grande manifestazione del Movimento Studentesco a Milano. Mario Capanna tenne un forte comizio conclusivo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 23 gennaio 1973 davanti all'Università &amp;quot;Bocconi&amp;quot; di Milano, durante scontri tra forze dell'ordine e giovani della sinistra extraparlamentare, viene ferito gravemente con un colpo d'arma da fuoco il ventunenne Roberto Franceschi, militante del Movimento Studentesco; Franceschi morirà il 30 gennaio. Oggi c'è un monumento che ricorda Franceschi sul luogo nel quale è caduto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 5 febbraio 1973 tre esponenti del movimento Studentesco, Mario Capanna, Fabio Guzzini e Giuseppe Liverani, vengono arrestati per aver aggredito, il precedente 25 gennaio, Giuseppe Schiavinato, l'allora rettore dell'Università Statale di Milano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il 16 aprile 1975 viene ucciso a Piazza Cavour a Milano Claudio Varalli (17 anni)[1], militante del Movimento Studentesco, dal neofascista Antonio Braggion. Nei giorni successivi la repressione delle manifestazioni di protesta porteranno all'uccisione di altri giovani della sinistra extraparlamentare: il 17 aprile a Milano Giannino Zibecchi, docente di educazione fisica e militante del Comitato Antifascista del Ticinese, verrà schiacciato da un camion dei carabinieri; il 18 aprile, a Firenze, un agente in borghese ucciderà, con un colpo di rivoltella, un militante del PCI, Rodolfo Boschi&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alla fine di ottobre del 1974, dopo un lungo dibattito interno, un folto gruppo di quadri dirigenti (circa 300) si allontanò dal Movimento Studentesco, con un manifesto murale intitolato &amp;quot;Perché usciamo dal Movimento Studentesco&amp;quot;. In questo modo il &amp;quot;Coordinamento dei Comitati antifascisti&amp;quot; di Milano divenne un organismo del tutto indipendente.&lt;br&gt;Dopo un periodo di crisi e di dibattiti, il 1º febbraio 1976 il Movimento Studentesco trasformò in Movimento Lavoratori per il Socialismo, di cui Salvatore Toscano fu primo segretario. È un passo verso la trasformazione in partito e l'avvicinamento alla politica parlamentare, abbandonando la politica extraparlamentare.&lt;br&gt;A sua volta questo movimento si fonderà nel 1981 con il PdUP completando il passaggio nel campo parlamentare&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029718273808]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 17:42:33 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029718273808</guid>
    </item>
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      <title>Movimento Studentesco</title>
      <description>Movimento Studentesco o MS o M.S. fu il nome di un'organizzazione extraparlamentare studentesca di sinistra, forte in molti atenei, particolarmente a Milano.&lt;br&gt;All'inizio degli anni sessanta l'incremento del livello culturale e la maturazione della società permisero agli studenti medi ed universitari di chiedere delle riforme e di ottenere maggiore partecipazione alle decisioni che riguardavano le attività scolastiche. Il termine movimento studentesco, in senso lato, indica il vasto movimento nel settore degli studenti medi e universitari in Italia, attivo dai primi anni sessanta ad oggi. Esso tende a democratizzare le strutture della scuola e a migliorare la collaborazione tra scuola e società. Alterna periodi di attività incisiva a periodi di attività riflessiva.&lt;br&gt;All'interno di questo vasto e variegato movimento si enuclearono dei specifici movimenti di durata e localizzazione e scopi definiti in modo specifico. Il termine Movimento Studentesco o MS, in senso specifico, indica una specifica struttura nata all'Università Statale di Milano e diffusasi nella maggior parte delle scuole milanesi e oltre.&lt;br&gt;In altre zone il Movimento studentesco assunse inizialmente una più ampia articolazione. A Brescia, per esempio, ebbe inizialmente una connotazione più unitaria. Nella prima metà degli anni '70 il MS Bresciano perse la componente di Lotta continua; solo successivamente la componente che si rifaceva alla FGCI si distaccò dall'MS, dopo un duro confronto, fondando con componenti più moderate il Movimento Democratico degli Studenti. Le parole d'ordine degli schieramenti contrapposti erano &amp;quot;gestione sociale&amp;quot; e &amp;quot;uso parziale alternativo&lt;br&gt;L'evoluzione[modifica]La natura assembleare del Movimento Studentesco e il fatto di essere esposto ad un elevato ricambio delle persone militanti, connesso al piano di studi degli aderenti, in maggioranza studenti, resero sempre complessa la formazione delle attività e delle opinioni.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ebbe come principali leader carismatici Mario Capanna destinato ad una lunga carriera politica e Salvatore Toscano come valore politico ideologico.&lt;br&gt;&lt;br&gt; L'inizio[modifica]L'attività politica ufficiale iniziò all'inizio del 1968 e proseguì fino al 1976. La composizione iniziale era costituita da studenti della borghesia milanese di orientamento politico di sinistra e la sua impostazione ideologica era influenzata dai concetti leninisti e stalinisti di lotta di classe ed avanguardia rivoluzionaria.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questa impostazione impose un atteggiamento prudente nei suoi confronti da parte dei movimenti della sinistra parlamentare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;In genere le sue linee di azione si basarono sulle assemblee, tendendo a rifiutare le impostazioni verticistiche, ma richiedendo la loro approvazione nelle assemblee studentesche. Concetti simili influenzarono anche la sua struttura organizzativa, molto più precisa e organizzata delle altre strutture spontanee cresciute nel periodo.&lt;br&gt;&lt;br&gt; L'uscita dall'ambito universitario verso la società[modifica]Nei giorni 10-11 marzo 1968 il Movimento Studentesco tenne un dibattito all'Università statale di Milano. Ne conseguì la decisione di uscire dall'ambito studentesco per aprirsi ai problemi della società, in particolare del mondo del lavoro. Mantenne tuttavia una autonomia rispetto agli operai, ritenendo il proprio ruolo vicino ma esterno alla classe operaia, da influenzare senza esserne assorbiti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029718166111]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 17:41:33 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
      <guid isPermaLink="true">https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029718166111</guid>
    </item>
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      <title>Soccorso Rosso Militante pt1</title>
      <description>Esponenti[modifica]Tra le persone che hanno pubblicamente dichiarato o di cui è stata accertata l'appartenenza all'associazione troviamo:&lt;br&gt;&lt;br&gt;Dario Fo, a cui venne rifiutato nel 1980 e 1983 il visto di ingresso negli Stati Uniti d'America [7] a causa della sua partecipazione a Soccorso Rosso [8] &lt;br&gt;Franca Rame, che a causa di questo suo impegno venne aggredita e sottoposta a violenza nel 1973 &lt;br&gt;Sergio Spazzali, avvocato di molti brigatisti &lt;br&gt;Gaetano Pecorella[9][10][11] (ora deputato di Forza Italia e avvocato di Silvio Berlusconi); l'interessato nega però di averne fatto parte, sostenendo di aver sostenuto il solo Movimento Studentesco[</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029718052946]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 17:40:32 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
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      <title>Soccorso Rosso Militante</title>
      <description> Soccorso Rosso Militante fu una struttura organizzativa italiana creatasi negli anni di piombo principalmente per fornire assistenza legale e monitoraggio delle condizioni carcerarie dei militanti della sinistra extraparlamentare nelle carceri italiane. Riprendeva nel nome quello di Soccorso Rosso InternazionaleDal 1968 il Collettivo teatrale La Comune, del quale facevano parte Dario Fo e Franca Rame incominciò a raccogliere, in maniera discontinua fondi a favore di operai in lotta in fabbriche occupate, al termine dei loro spettacoli [1].&lt;br&gt;Dopo una serie di arresti effettuati nel maggio 1972 il collettivo teatrale decide di organizzare formalmente come Soccorso Rosso Militante (SRM) le attività a favore dei militanti arrestati. Lo scopo iniziale è quello di rompere l'isolamento dei detenuti politici nelle carceri, garantir loro un'indipendenza economica nei confronti della realtà carceraria ed in seguito includere in questa attività anche quei detenuti comuni che si mostrano sensibili al tema della lotta nelle carceri. Tra questi ultimi vi furono Sante Notarnicola e Luciano Lutring.&lt;br&gt;Nel 1974, in seguito all'omicidio del giovane militante del FUAN Carlo Falvella da parte dell'anarchico Giovanni Marini, Soccorso Rosso Militante organizzò una campagna innocentista e pubblicò un pamphlet intitolato &amp;quot;Il caso Marini&amp;quot; nel quale si illustrava la difesa dell'anarchico Giovanni Marini. Parteciparono alla stesura del documento Pio Baldelli, Lanfranco Binni, Marco Boato, Sandro Canestrini, Dario Fo, Giambattista Lazagna, Sebastian Matta, Franca Rame, Giulio Savelli, Giuliano Spazzali e Pietro Valpreda.[2] Nello stesso anno Marini fu comunque condannato per omicidio preteintenzonale.&lt;br&gt;La loro azione si estese anche a fornire aiuti ai ricercati in fuga all'estero.&lt;br&gt;Si sviluppò anche nella produzione di documenti sulla situazione carceraria e più in generale sulla lotta politica e le tematiche della sinistra italiana in quel periodo.&lt;br&gt;Un intervento molto conosciuto fu quello in favore degli autori della stage conosciuta come il Rogo di Primavalle, in cui Soccorso Rosso sostenne l'innocenza degli autori dell'incendio della casa di un militante dell'MSI (fatto che causò la morte di due dei suoi figli). La battaglia innocentista di Soccorso Rosso fu uno dei fattori che portò all'assoluzione in primo grado degli autori, poi condannati definitivamente in secondo grado, quando ormai erano scappati all'estero [3].&lt;br&gt;Nel 1976 SRM pubblica, presso Feltrinelli un libro dossier [4] sulle Brigate Rosse fornendo un'interpretazione di sinistra militante delle loro azioni. [5]&lt;br&gt;La attività di Soccorso Rosso Militante fu oggetto di indagini da parte della magistratura italiana con l'accusa di associazione sovversiva e sostegno al terrorismo[6]&lt;br&gt;Si ridusse durante gli anni ottanta detti del '&amp;quot;riflusso&amp;quot;, e molti dei suoi componenti si spostarono verso posizioni politicamente meno estreme.&lt;br&gt;</description>
      <link><![CDATA[https://steamcommunity.com/groups/errer/announcements/detail/216383029717989969]]></link>
      <pubDate>Mon, 16 May 2011 17:39:59 +0000</pubDate>
      <author>comunista☭PCI</author>
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